12. Metamorphosis Inside: The Vision

CAPITOLO 12 . THE VISION

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Jacob sta camminando intorno alla casa di ricovero Primula Court dove si trova suo padre. Sta cercando un modo per introdursi nell’edificio. Prova a salire una delle scale antincendio.

Giunto davanti alla porta tenta di scardinarla e si rende conto di avere una forza mai avuta prima, tale che la maniglia cede sotto la sua pressione e l’intero blocco della serratura gli rimane in mano.

Si ritrova nel corridoio del secondo piano. Essendo notte il personale di turno è ridotto e sembra non esserci nessuno. Jacob vede che la guardiola degli infermieri è momentaneamente vuota.

Entra e cerca l’elenco pazienti e poco dopo lo nota appeso al muro. E’ la stanza numero 32 al terzo piano. Si precipita verso le scale.

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“Infermiera, venga presto! C’è una bambina con un cappello in testa nella mia stanza!”
L’infermiera di turno al terzo piano della Primula Court esce dalla sua guardiola. Sono le 2 di notte ed è abbastanza stufa del signor Stannard, che da un paio di ore è alquanto irrequieto e sembra avere delle continue e bizzarre visioni.

“Signor Stannard, si calmi. E’ la quarta volta che mi chiama per questa bambina con il cappello. Non c’è nessuno!”
Il signor Stannard non sembra rassicurato e continua a lamentarsi.

L’infermiera si vede costretta a chiamare un dottore, temendo che l’anziano abbia qualcosa in un occhio o sia in preda di qualche reazione ai farmaci.

Il dottor Williams arriva 5 minuti dopo e inizia a visitare il signor Stannard. A bassa voce si rivolge all’infermiera: “Negli occhi non ha nulla di strano.

Probabilmente il nostro paziente ha delle visioni dovute al fatto che sta per arrivare il suo momento. Sa, la mente fa brutti scherzi in questi momenti…”

Si volta poi verso il signor Stannard con un sorrisetto: “Eh signor Stannard, questa bambina con il cappello sarà la morte che è venuta a prenderla eh eh eh! Lei è fortunato! Sono sicuro che la morte quando verrà a prendere me avrà le sembianze di mia suocera!”

Il dottore e l’infermiera scoppiano a ridere e se ne vanno.

Passa qualche secondo e la porta del bagno inizia a spalancarsi. Dall’oscurità avanza una sagoma. Il signor Stannard non vuole mettersi a urlare ancora e rimane con il fiato sospeso.

L’ombra si avvicina sempre di più al letto e dalla bocca del vecchio esce una parola strozzata: “J… J…Jacob!”
Jacob si blocca e rimane stranito per il fatto che il padre l’abbia riconosciuto.

E’ stato un pessimo padre e meriterebbe una punizione. Ma ormai non ha più senso. Un sussurro gli esce dalla bocca irrigidita: “La vita ti ha già punito…”

Jacob in pochi istanti scompare nell’ombra da dove è venuto. Un grido si erge dalla stanza: “Infermiera! Venga! C’è mio figlio in stanza!”

L’infermiera strabuzza gli occhi e si alza con molta calma, sempre più spazientita.

Arriva dopo qualche minuto: “Signor Stannard, ancora con queste visioni! Qui non c’è nessuno. Ha capito? Signor Stannard mi risponda!”

L’infermiera si avvicina al letto dell’anziano e lo guarda.

E’ fermo immobile, non respira, ha gli occhi fissi verso il soffitto. Una lacrima scorre da una guancia.

CAPITOLO 13

13. Metamorphosis Inside: Identity