17. Metamorphosis Inside: The Roach

CAPITOLO 17. THE ROACH

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Quei pochi secondi che Jacob e Henie rimangono a fissare quello strano individuo sembrano interminabili. D’improvviso lo strano personaggio con un balzo si alza in piedi e fa per fuggire arrampicandosi dal cancello alla sua sinistra. Jacob e Henie gli urlano di fermarsi e si avvicinano.

“Chi siete e cosa volete da me? Non stavo facendo niente di male!”

“Non scappare, vogliamo aiutarti! Noi abbiamo qualcosa in comune.” spiega Henie.

Jacob alza il cappuccio della sua felpa e mostra il suo volto. Henie sposta i suoi capelli lunghi e castani dalla faccia e lascia intravedere i lineamenti grotteschi.

“Ma che caz… siete dei mostri!” esclama l’individuo sbigottito.

“Non mi pare che tu sia messo meglio di noi. Guardati nella vetrata di quell’edificio.” risponde Jacob.

Lo strano essere si volta verso l’edificio e rimane disgustato dalla sua stessa immagine. Ha un mancamento e si lascia cadere dal cancello.

“Oddio cosa mi è successo!!!”

“Ora calmati – parla Henie – dobbiamo capire cosa è successo a te e anche a noi. Ti ho visto arrivare a nuoto dal laghetto ieri pomeriggio.”

“Vi prego, non portatemi alla polizia o in ospedale. Se potete, aiutatemi voi e io vi aiuterò per quello che posso.”

“Intanto spiegaci chi sei e perché sei entrato a Gamargas a nuoto dal laghetto. Sei un clandestino?” chiede Henie.

“Sì, sono arrivato a nuoto per eludere i controlli. Non ce la facevo più a vivere fuori dalle città in miseria e in un ambiente ostile. Mi chiamo Moyosoreoluwa Buxton. Ero il proprietario dell’unico casinò nella mia città. Poi le cose sono andate storte e mi hanno cacciato dalla città. Ho vissuto da reietto per diversi mesi, provando ad entrare da clandestino in diverse città blindate. Io sono un bravo nuotatore e avevo visto un’opportunità qui a Gamargas e l’ho sfruttata. Dopo la traversata a nuoto ho vagato per le vie della città cibandomi di quello che trovavo. Ho iniziato a sentirmi male durante la notte ma pensavo di avere preso freddo. Non mi ero reso conto di quello che era successo al mio viso…”

“Credo che tutto dipenda da quel maledetto laghetto di confine. E io lo so bene – spiega Jacob – vengono eseguiti degli scarichi industriali da diversi anni. Dicevano che non erano tossici ma questo è quello che è successo a noi dopo che siamo entrati in contatto con quelle acque.”

Buxton non risponde ma sembra molto turbato. Henie aggiunge: “Ti ricordi se quando sei uscito dal laghetto eri in contatto con qualche animale?”

Buxton rimane in silenzio fissando per terra.

“Mah, intorno a me era pieno di scarafaggi e ne avevo uno attaccato ad una mano. L’ho gettato subito a terra e l’ho schiacciato.”

“Hai un nome troppo difficile, Uomo Scarafaggio. Ti chiameremo Kafka!” esclama Jacob.

“CAFCA che?” chiede Buxton.

“Lascia perdere. Non hai cultura…” sbotta Henie.

CAPITOLO 18

18. Metamorphosis Inside: The Winner