22. Metamorphosis Inside: A Cup Of Coffee

CAPITOLO 22. A CUP OF COFFEE

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“Ora mi dici chi sei e come sei diventato così… sei Jacob Stannard?” chiede il commissario Jarvis.

Kafka si dimena nervosamente sulla sedia della centrale di polizia; le manette cominciano a fargli male.

“Jacob chi? Secondo te ho la faccia di uno che si chiama Jacob?”

“E allora qual è il tuo nome? Abbiamo analizzato i tuoi vestiti e non sembrano prodotti a Gamargas. Avevi in tasca una carta di identità falsa: questo Steve Tierny indicato sul documento non esiste e quindi non puoi essere tu” sbotta il commissario.

Kafka abbassa la testa e lo osserva: poi con fare di sfida inizia a battere le mani, quel tanto che gli riesce con le manette.

Il commissario indispettito riprende il discorso: “Ok, mettiamo il caso che tu non sia Jacob Stannard. Eri in compagnia di altre due persone: chi erano?”

“Ho bisogno di una tazza di caffè, mio caro commissario” chiede Kafka.

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Dal lucernario si vedono quattro occhi luminosi che osservano la scena: “Speriamo non faccia i nostri nomi…”

Henie e Jacob hanno seguito la camionetta della polizia che ha scortato Kafka fino alla centrale. Sono ormai da un’ora appostati sul tetto della caserma, in attesa dell’interrogatorio di Kafka. Ora che si sta svolgendo temono che lui riveli l’identità di Henie e la presenza a Gamargas di Jacob.

Improvvisamente vedono che irrompe nella stanza dell’interrogatorio un altro poliziotto: “Commissario, mi scusi, sta arrivando uno dei ragazzi mutanti che abbiamo catturato: Favian Fenton!”

Kafka si volta verso la vetrata di sinistra e incrocia lo sguardo di un altro essere trasformato come lui: ha la pelle grigia, liscia e lucente, due occhi neri leggermente sporgenti dalle orbite. Assomiglia ad un insetto volante.

Favian, dal canto suo, gira di colpo la testa verso Kafka e ricambia lo sguardo: a sorpresa gli fa un sorriso sardonico e per un attimo i suoi occhi neri luccicano.

“Jacob, guarda, hanno preso il fratello pazzo!” esclama Henie dal tetto della caserma.

“Questa potrebbe essere un’occasione per recuperare Kafka, prima che parli troppo…” borbotta Jacob stupito.

“Cosa pensi di fare?”

“Spacchiamo il lucernario, io mi calo nella stanza, prendo Kafka e te lo passo. Tu rimani qui sopra…”

Neanche il tempo per Jacob di attuare il suo piano, che dal corridoio si sentono un gran frastuono e delle urla di uomini.

Favian viene trascinato via da due poliziotti mentre altri corrono verso l’ingresso. La porta è esplosa e dalla coltre di fumo si palesa la figura di Derrica.

“Ridatemi il mio fratellino e nessuno si farà del male” esclama Derrica.

I poliziotti non la ascoltano e partono alla carica con manganelli e scudi.

“Perfetto stavolta mi diverto un po’ da sola, vediamo come me la cavo!”

La ragazza afferra un estintore e inizia a riversare il getto contro gli uomini in divisa, che indietreggiano. Dopo averlo svuotato, lo utilizza come mazza, sbattendolo addosso a chiunque.

Poi di fronte allo sgomento generale, riesce a sollevare la statua del milite ignoto che è all’ingresso e con forza inaudita la lancia verso il gruppo di poliziotti che fuggono terrorizzati.

La caserma è ormai alla mercè di Derrica. E’ diventata il suo parco giochi.

CAPITOLO 23

23. Metamorphosis Inside: The Truce