25. Metamorphosis Inside: The Regret

CAPITOLO 25. THE REGRET

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Henie e Jacob sono appena rientrati nell’appartamento di Henie dopo la burrascosa nottata. Sono ancora scossi per l’accaduto.

Henie è riuscita a prelevare un campione dei liquami di scarto della lavorazione dell’ossigeno ma a caro prezzo. I due sanno che il passo successivo sarebbe quello di analizzare le prove raccolte ma non riescono a smettere di pensare alle conseguenze del loro operato: quel guardiano che è caduto dentro la cisterna potrebbe essere contaminato ed essere in procinto di trasformarsi in qualche essere mostruoso proprio come loro.

Quella sarebbe la sesta persona ufficialmente colpita da questa condanna.

“Secondo te quanto tempo ci impiegherà a trasformarsi la guardia?” chiede Jacob.

“Non saprei – risponde Henie – comunque non saremmo in grado di bloccare la sua mutazione. Dobbiamo metterci ad analizzare il campione e capire con che cosa abbiamo a che fare.”

“E se diventasse come i due fratelli pazzi? Potrebbe non essere come noi che abbiamo mantenuto un briciolo di razionalità. Potrebbe fare del male a qualcuno come hanno già fatto i due ragazzi quando erano ricoverati.”

“Ok ho capito che ti senti in colpa – sbotta Henie – se vuoi torniamo alla Schmoxygen e cerchiamo di capire se sta bene e dove l’hanno portato… Aspetta un attimo: dov’è Kafka? Non lo vedo da nessuna parte qui in casa…”

I due si mettono a cercarlo per le stanze ma di lui neanche l’ombra.

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“Tortillas al gusto chilli… buone!” borbotta Kafka e butta il sacchetto nel carrellino della spesa.

E’ ormai da mezzora che l’uomo scarafaggio gira per il supermercato a fare acquisti. La dispensa della casa di Henie era quasi vuota e la cosa non gli piaceva affatto. Non poteva aspettare oltre e così alle luci dell’alba si era fiondato fuori di casa, sicuro che la mattina presto non avrebbe incrociato troppe persone.

Non aveva lasciato detto nulla a Henie e Jacob, perché contava di fare in prestezza. Così all’apertura del supermercato era sgattaiolato dentro alla ricerca di leccornie e schifezze varie.

“Ma scusi, lei è Jacob Stannard?”

Una voce femminile dietro di lui lo fa sobbalzare. Chi lo aveva scambiato per Jacob? E soprattutto perché lo scambiavano per Jacob? Forse per il suo aspetto molto simile a lui…

Kafka ha paura a girarsi ma è costretto a farlo. Ha il cappuccio della felpa in testa e, tenendo il capo abbassato, si volta leggermente. E’ una signora anziana, sulla settantina, con i capelli platinati e un completo rosso bordeaux.

“Jacob, sono io, la signora Thompson. La sua vicina di casa…”

Kafka le risponde sommesso: “Signora, ha sbagliato persona!” poi di velocità imbraccia la borsa di plastica con dentro il cibo e fuggendo dalla vista della vecchia si nasconde dietro ad un bancone in fondo al supermercato, verso i magazzini.

Spalanca la porta dove è scritto ‘VIETATO L’INGRESSO’ e sotto lo sguardo attonito dei due magazzinieri si arrampica sopra una pila di scatoloni, apre il finestrone nella parte alta di una parete e si lancia giù.

CAPITOLO 26

26. Metamorphosis Inside: The Waiting