26. Metamorphosis Inside: The Waiting

CAPITOLO 26. THE WAITING

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Alle prime luci dell’alba Jacob e Henie tornano alla Schmoxygen ma è impossibile avvinarsi: c’è un gran fermento dopo quello che è successo qualche ora fa. Henie fortunatamente aveva posizionato una microspia vicino all’ingresso tramite uno dei suoi droni e questo consente loro di captare alcune delle conversazioni dei presenti. Pare che la guardia sia stata portata nell’ospedale locale ma nessuno parla delle sue condizioni.

Jacob e Henie decidono quindi di fare un sopralluogo all’ospedale. In pieno giorno sarà più complicato intrufolarsi nella struttura ma è un’azione necessaria prima che l’uomo si trasformi.

Raggiungono l’ospedale ed entrano scavalcando la recinzione in una zona dove la vegetazione è più fitta. Henie aziona un altro dei suoi droni che si mette a volare da una finestra all’altra per verificare in quale stanza è ricoverato l’uomo.
Dopo qualche minuto si accorgono che in una stanza sono presenti dei poliziotti: è l’unica camera presidiata dalle forze dell’ordine, quindi sicuramente lì è ricoverata la guardia della Schmoxygen.

“Per ora non è successo nulla – esordisce Henie – io avevo impiegato circa 15 ore per iniziare a trasformarmi. Kafka ha detto che si è sentito male nelle ore successive alla traversata a nuoto del laghetto. I ragazzi si sono trasformati quasi subito.”

“Mi sa che dovremo metterci comodi perché io ci ho messo un giorno e mezzo – spiega Jacob – possiamo darci il cambio per presidiare l’ospedale. Nel frattempo bisogna andare a cercare Kafka.”

“Comunque non vedo ancora segni di trasformazione in lui ed escludo la presenza di insetti in quella cisterna. Quindi in cosa si potrebbe trasformare?”

“E’ proprio questo il mio dubbio più grande – sospira Jacob – potrebbero comunque esserci stati dei moscerini o delle falene nei pressi della cisterna. Non possiamo escluderlo a priori.”

……………………….

Jacob ha lasciato che Henie tornasse a casa nella speranza che Kafka sia rientrato. Una volta entrata nel suo appartamento la ragazza trova il loro amico visibilmente scosso ma intento a mangiare seduto sul divano.

“Kafka, ora mi devi dire dove diavolo sei stato! Eravamo in pensiero per te, non sapevamo cosa ti era successo!”

“Mi sa che ho fatto un casino…” sussurra Kafka.

“Cosa vorresti dire? Qualcuno ti ha seguito?”

“Seguito no… ma mi hanno riconosciuto… o meglio mi hanno scambiato per Jacob!”

“Chi è stato? La polizia?” incalza Henie.

“Ero al supermercato. Qui in casa non era rimasto quasi nulla e avevo fame. Però ho deciso di andare in orario di apertura in modo da incontrare meno gente possibile. Non mi aveva guardato in faccia nessuno. Tranne una vecchia che ha detto di essere la vicina di casa di Jacob!”

“Ti rendi conto di cosa hai combinato? Quella vecchia andrà di sicuro a dirlo alla polizia! Jacob è ricercato perché sospettano che si sia trasformato come i due ragazzi!”

“Lo so, mi dispiace tantissimo… A voi come è andata? Siete riusciti a prelevare il campione?” chiede Kafka.

“Si, quello si ma… abbiamo avuto un imprevisto.”

“Cos’è successo?” chiede Kafka.

“Una guardia ci ha sorpresi e Jacob nella colluttazione l’ha lanciato in una cisterna. Comunque adesso Jacob sta presidiando l’ospedale dove è ricoverato per capire se si trasformerà.”

“Questo a casa mia non si chiama imprevisto! E’ un casino più grosso di quello che ho combinato io!”

 

Alla prossima settimana per il capitolo 27