28. Metamorphosis Inside: The Nurse

CAPITOLO 28.THE NURSE

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“Questa vita non mi appaga più – esclama Tommie Callaghan dal suo letto d’ospedale – volevo diventare invincibile, essere una specie di supereroe, con poteri sovrumani!”

La moglie di Callaghan fa un sospiro: “Tommie, Stai delirando! Che senso aveva buttarsi nei liquami con un barattolo pieno di vespe! Dio solo sa cos’è successo a quei ragazzi! E se tra qualche ora diventassi un mostro incontrollabile? La polizia ti farebbe fuori… E non hai pensato a me e a nostra figlia?”

“Voi ve la potete cavare anche senza di me. Io volevo fare un salto di qualità, fare cose che nessuno può fare, rimanere nella storia. Io sono un adulto. I due ragazzini che hanno subito la trasformazione sono sciocchi e immaturi, non sanno gestire il loro potere. Ogni mia azione sarà pianificata e giusta. Potrei anche aiutare le forze dell’ordine a catturare i due ragazzini e diventerei una specie di eroe nazionale. Quante cose potrei fare!”

“Non dire cavolate – lo interrompe la signora Callaghan – sei uscito di senno. Lo fai solo per il tuo smisurato ego, non ti interessa salvare la gente!”

E con una lacrima esce dalla stanza.

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E’ calata la notte sull’ospedale locale di Gamargas Hill. La struttura ospita sia l’amministratore delegato della Schmoxygen Tommie Callaghan, sia la guardia che era caduta nella cisterna, a seguito della colluttazione con Jacob. Entrambi sono tenuti sotto stretta osservazione.

Fuori dalla stanza dell’amministratore delegato fanno da vedetta due poliziotti, mentre la stanza dove è ricoverata la guardia è presidiata dall’interno da quattro uomini armati e pronti a tutto, dato che sono passate più ore dal contagio e una mutazione potrebbe essere imminente.

Nella stanza della guardia sopraggiunge verso mezzanotte un’infermiera con un carrello.

“Signori, ho bisogno che usciate qualche minuto. Devo fare alcuni controlli sullo stato di salute del paziente, controllare la flebo e somministrare il tranquillante, per tenerlo tranquillo” spiega l’infermiera.

I quattro poliziotti escono dalla stanza. L’infermiera rimane sola con la guardia che sta dormendo.

“Birbantello – sussurra la donna guardandolo – non dovevi andare a giocare vicino al fuoco! Ora ti sei scottato” e nel mentre estrae delle fascette.

Facendo finta di controllare la flebo, blocca le mani dell’uomo alle sponde del letto. Con un movimento repentino strappa dello scotch e glielo preme sulla bocca. La guardia si sveglia di soprassalto, non capisce bene cosa sta succedendo e se quella è un manovra di routine del personale sanitario…

Vede la donna che lo fissa da dietro la mascherina e gli occhiali da vista, non riesce a identificare il volto.
Lei si toglie la mascherina dalla bocca e lui la vede… Non sembra umana, bensì una creatura deforme, dalle sembianze animalesche.

“Piacere, sono Derrica Fenton! Mi spiace tesoro, ma tu non puoi far parte del nostro esclusivo club degli uomini-insetto” e dicendo questo inetta una soluzione gialla nel tubicino della flebo del paziente.

L’uomo è impietrito, inizia ad ansimare.
“Tranquillo, ci vorrà un attimo” continua Derrica.

Lui inizia a dimenarsi nel letto, ma ormai la soluzione è entrata in circolo… e non è il tranquillante!
Derrica si avvicina alla sua faccia, gli da un bacio sulla fronte, poi si dirige verso la finestra, la spalanca e con un balzo si lancia nel vuoto.

 

CAPITOLO 29

29. Metamorphosis Inside: Points of View