4 . Metamorphosis Inside: Alone

CAPITOLO 4 . ALONE

 

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E’ ormai sera a Gamargas Hill. Jacob ha scritto qualche messaggio in risposta a Clancy durante la mattinata. Clancy nel pomeriggio ha tentato più volte di connettersi al suo account di Bogusface per vedere come stava ma lui non ha mai accettato la richiesta e non ha mai mandato un messaggio.

“Come faccio a farmi vedere così da Clancy? Penserà che ho una malattia contagiosa… e se fosse davvero così e l’avessi già contagiata? Meglio che non entriamo in contatto per ora…”

Jacob si rende conto di essere ripugnante e non vuole che lei lo veda così. Deve trovare un modo per allontanarla per questo breve periodo, sperando di poterla riavvicinare il prima possibile, appena starà meglio e sarà uscito da questa situazione.

Decide quindi che è arrivato il momento di chiamarla e raccontarle qualche bugia per coprire la tragica verità.
Le manda prima un messaggio chiedendole se può farle una telefonata.
“Certo Jacob, devo preoccuparmi?” risponde tramite messaggio.

Di lì a poco il suo telefono squilla. Un breve scambio di saluti e comincia la conversazione che Jacob non avrebbe mai voluto avere.
“Mi hai fatto stare in pensiero. Non mi hai mai risposto per tutto il pomeriggio. Stavi dormendo? So che stavi male stamattina e ho proprio pensato al peggio.”

“Ho tentato di dormire ma soprattutto ho avuto molto tempo per riflettere. Ultimamente mi sento cambiato e credo che la nostra storia abbia perso qualcosa… è ad un punto morto. Vorrei rimanere da solo per un po’.”

Clancy inizia a urlare per telefono e non sente ragioni. La discussione va avanti per una trentina di minuti in cui Clancy cerca di trovare le vere motivazioni dietro a queste che sembrano apparenti bugie. Ma Jacob non si scompone e rimane sulla sua posizione senza far trapelare nulla.
Lei è su tutte le furie e chiude la conversazione in lacrime.

……….………………………………..

E’ notte fonda e Jacob non riesce a prendere sonno. Si mette a sistemare la casa e approfitta dell’oscurità per andare a gettare l’immondizia.

Per strada non c’è nessuno ma Jacob tiene comunque il cappuccio sul volto. Arrivato davanti al cassonetto estrae la tessera magnetica per aprirlo. Passa più volte il badge ma sembra non funzionare.

“Oggi non ne va bene una! Questi cassonetti di merda! Pure per buttare l’immondizia bisogna farsi riconoscere con la tessera!”
Con un movimento brusco la tessera gli scivola di mano e vola ad un metro da lui. Una figura femminile la raccoglie.
“Jacob Stannard ti chiami” esclama la ragazza leggendo il nome sul badge.
Lui non la vede bene in volto perché c’è troppo buio ma sembra la ragazza che lo seguiva stamattina.

“Cosa te ne frega di come mi chiamo io? Mi hai seguito tu oggi?”
“Ciao Jacob, io mi chiamo Henie… Henie Todd.”

Lui risponde in malomodo: “Non mi importa di chi tu sia. Questo non è proprio il periodo giusto per nuovi incontri. Addio”
Si volta e rientra in casa, senza neppure degnarla di uno sguardo.

CAPITOLO 5

5 . Metamorphosis Inside: The Drowning