Il viaggio nell’Ade di Pollon come nelle catabasi greche

In questo articolo andiamo a scoprire il viaggio nell’Ade di Pollon, l’eroina della serie creata da Hideo Azuma. Come nell’articolo in cui vi abbiamo parlato di Nana Supergirl anche qui ripercorriamo un paio di puntate dalle tinte horror.

Stiamo parlando dell’episodio 11 e del 15. Due avventure dell’aspirante dea Pollon dove non smentisce la sua fama di combinaguai. E’ lei infatti a scatenare l’ira di Ade in entrambe le vicende. Il cartone si apre con i soliti toni scherzosi ma a un certo punto cambiano, mostrando colori e situazioni ben più cupe e inquietanti.

Il primo viaggio nell’Ade di Pollon

Nell’episodio 11 “Viaggio nell’Ade”, Pollon si trova di fronte ad una questione di vita o di morte. La morte è un argomento inusuale per questa serie animata ma qui c’è ed è predominante. Il tutto nasce dal furto da parte di Pollon della tavolozza dei colori nelle stanze di Zeus. La piccola dea bionda ha visto Afrodite usarla per dare colore a fiori ed alberi e ne è rimasta estasiata. La vorrebbe usare lei ma Afrodite la dissuade spiegando che ha un potere troppo grande per lei.

Pollon ovviamente non la ascolta, ruba la tavolozza e inizia a dipingere piante e animaletti. Pollon da un tocco di colore a tutto e fa anche un bellissimo disegno di donna. Questa opera prende vita e Pollon decide di chiamarla Pillon. Questa bambola di carta ha un caratteraccio, importuna tutti, persino Zeus.

L’incontro con Ade e Persefone

Pillon prende Eros e lo trascina suo malgrado in un’avventura negli inferi, dove avviene l’incontro con Ade e Persefone, ripettivamente re e regina dell’Oltretomba. Ade inizialmente sembra divertito da Pillon ma dopo poco la vede come una minaccia e la imprigiona insieme ad Eros.
Intanto Zeus informa Pollon che la sua bravata le può costare la vita e deve rimediare.
Entro l’alba Pollon deve disegnare di nuovo la figura di Pillon, adoperando pennelli fatti con i suoi capelli. Così avrà salva la vita e Pillon tornerà nel foglio. Altrimenti Pollon si trasformerà in un disegno.
Alla fine con l’aiuto quasi casuale di Eros, Pollon recupera la ciocca e fa tornare Pillon nel disegno.

Hideo Azuma ispirato dalle catabasi greche

Qui Hideo Azuma ha ripercorso un tema famoso nella letteratura greca, cioè la catabasi. Con questo termine si indica la discesa di una persona viva nel mondo degli Inferi.
Una delle più note catabasi è quella di Ercole, che nella sua ultima fatica deve andare al cospetto di Ade per catturare Cerbero, il cane a tre teste.
Un’altra catabasi famosa è quella di Teseo e Piritoo, che si recano negli Inferi per rapire Persefone e darla in sposa a Piritoo. La loro impresa fallisce misramente e finiscono imprigionati sui seggi dell’oblio.

La favola di Orfeo ed Euridice a lieto fine

Nell’episodio 15 “La lira di Orfeo” Pollon è di nuovo al cospetto del dio degli inferi. Questa avventura vede oltre a Pollon ed Eros un altro grande protagonista: Orfeo. Orfeo è un musicista incredibile. Suona melodie dolcissime con la sua lira. Pollon gli chiede di insegnarle a suonare, ma lei è davvero uno strazio. Persino gli animali scappano al solo sentire le note della lira di Pollon.

Il suo maestro Orfeo è invece un vero portento. Durante la composizione di una sua canzone attira lo spirito del bosco Euridice. In poco tempo si innamorano e si sposano. Al matrimonio però Pollon decide di suonare la lira e un serpente morde Euridice uccidendola. Come nell’altro episodio i toni si fanno più oscuri e Ade si prende la scena non volendo liberare dagli inferi l’anima della bella Euridice. Pollon rimedia però al danno a sorpresa suonando la lira.

Il cartone in questo caso da un finale più “dolce” rispetto alla fiaba originale raccontata da Ovidio nelle Metamorfosi. Nell’episodio di Pollon, Orfeo ed Euridice si riabbracciano e vivono felici e contenti. Nel mito originario invece Orfeo deve ricondurre Euridice nel regno dei vivi ma non deve voltarsi a guararla prima di giungere in superficie. Tuttavia, si volta troppo presto e così Euridice scompare per sempre nel mondo dei morti.

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