Metamorphosis Inside – Introduzione: The End of the World

Metamorphosis Inside – Introduzione

THE END OF THE WORLD

 

“The end is where we start from” (La fine è da dove partiamo) T. S. Eliot

 

Secondo gli scienziati la fine della Terra avverrà tra 5 miliardi di anni a causa dell’esplosione del Sole, che terminerà il suo ciclo evolutivo.

Ma la vita sulla Terra è destinata a scomparire molto prima. La quantità di CO2 emessa nell’atmosfera è cresciuta a dismisura nell’ultimo secolo. Per l’umanità non è possibile arrestare questo processo piantando nuovi alberi, in grado di assorbire l’anidride carbonica e produrre ossigeno. Non c’è lo spazio sufficiente.

A partire dal 21esimo secolo le temperature sono aumentate di 3,6 gradi Fahrenheit, provocando danni continui all’ambiente: periodi di intensa siccità si alternano a periodi in cui si scatenano alluvioni, tempeste e uragani.

 

Siamo nel 2089. La popolazione mondiale si è ormai dimezzata a causa del clima invivibile. Il bene primario non è più l’acqua ma l’ossigeno. In questa situazione disperata nei Paesi industrializzati sono stati progettati degli impianti in grado di produrre O2. Le comunità più ricche hanno concentrato i centri abitati nei pressi di queste fabbriche, che immettono ossigeno nell’aria ed evitano la sua dispersione tramite una fitta rete di campi elettromagnetici.

Coloro che sono rimasti all’esterno di queste “botole elettromagnetiche” vivono ai limiti della sopravvivenza, faticando a respirare e cercando di guadagnare un po’ di ossigeno rimanendo accampati nelle vicinanze dei centri più ricchi.

 

Gamargas Hill è una di queste cittadine blindate. Al suo interno vivono 5mila abitanti, che hanno pagato fior di quattrini per poter entrare e lavorare in una delle attività economiche che operano lì.

Sono le 11.30 di un lunedì di novembre e nella fabbrica Schmoxygen si sta svolgendo una manutenzione programmata all’impianto principale di emissione di O2. All’operazione prendono parte una ventina di persone: si tratta di pulire le cinque cisterne, che contengono i materiali di scarto prodotti durante il processo di generazione dell’ossigeno. Questi scarti vengono poi raccolti nelle autocisterne e trasportati ai confini della città.

 

Jacob Stannard è alla guida di una delle autocisterne. Ci vogliono circa 30 minuti per arrivare dal centro città, dove sorge la fabbrica, fino al punto di stoccaggio in periferia. La processione delle cinque gigantesche autocisterne procede piano tra le strade di Gamargas, tra il traffico e le persone a piedi.

All’arrivo le autocisterne iniziano una alla volta a svuotare il carico di liquami. L’odore è acre, dalla fossa si erge un vapore violaceo. Nonostante ciò gli insetti sembrano attratti da questa coltre di fumo, senza capire che forse li porterà presto alla morte. Gli operai sono ben protetti dalle tute e dai caschi.

 

E’ il turno di Jacob. Posiziona il camion vicino all’imboccatura della fossa, scende dal camion e srotola il tubo di drenaggio facendolo scivolare dentro. Poi apre il rubinetto della cisterna. Il liquido inizia a fuoriuscire veloce; tra 5 minuti potrà risalire sul camion.

Ma mentre è in attesa sente qualcosa all’interno della tuta: nel suo casco vede muoversi una cimice asiatica. Si accorge però che non è sola: la sua tuta ha una spaccatura sull’avambraccio che sembra aver attirato quegli esseri odiosi. 

“Malcom! Malcom! Scendi dal camion, aiutami! Devo togliermi la tuta!” grida al suo collega, alla guida del camion dietro al suo. Malcom vede il giovane in difficoltà mentre cerca di togliersi casco e tuta, scende e corre verso di lui. Ma non fa in tempo a raggiungerlo, che Jacob, intento a sfilare la tuta da un piede, perde l’equilibrio e cade rovinosamente dentro la fossa.

CAPITOLO 1

1 . Metamorphosis Inside: The Fire