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Si alza il vento di Miyazaki: Caproni è esistito realmente?

Nel film d’animazione Si alza il vento di Miyazaki (Kaze tachinu), il personaggio di Caproni è esistito realmente? Perché il protagonista Jiro lo sogna sempre?
In questo articolo vi racconto qualche curiosità sulla figura che ha ispirato il regista e vi spiego il significato della pellicola.

Ecco chi è il progettista di aerei Caproni

Durante la narrazione il protagonista Jiro Horikoshi ha dei sogni molto strani: durante il sonno incontra la figura di Caproni, un ingegnere italiano esperto nella progettazione e costruzione di velivoli. Il desiderio di Jiro è diventare pilota di aerei ma non può a causa della miopia e Caproni gli suggerisce di diventare come lui, un progettista.

Questo personaggio è realmente esistito e si chiamava Giovanni Battista Caproni conte di Taliedo (1886 – 1957).
La storia di “Si alza il vento” si snoda tra il 1918 fino all’inizio della Seconda Guerra Mondiale e quindi Jiro e Caproni erano contemporanei.
Caproni fu un ingegnere aeronautico italiano, esperto di aviazione e imprenditore. Nacque in Trentino quando il territorio era possedimento austriaco.

A Liegi in Belgio rimase stupito dalle dimostrazioni dei Fratelli Wright, pionieri dell’aviazione, che per primi fecero volare un macchinario più pesante dell’aria con un pilota a bordo.
Caproni si trasferì poi in territorio italiano dove continuò i suoi studi ed esperimenti con velivoli rudimentali fino ad arrivare alla costruzione di cacciabombardieri. Gli aerei di Caproni furono utilizzati con successo durante la Prima Guerra Mondiale.

Come si vede anche nel film di animazione “Si alza il vento”, decise di riadattare i cacciabombardieri per il trasporto passeggeri.
Dopo la Prima Guerra Mondiale Gianni Caproni fondò una grande gruppo industriale che prese il nome di “Aeroplani Caproni S.A.”.

Perché Hayao Miyazaki ha scelto Gianni Caproni?

Hayao Miyazaki era un appassionato di aviazione e di storia dell’aeronautica. In particolare è affascinato dalla figura di Caproni, tanto che il suo studio ha preso il nome di “Ghibli”. Sapete da cosa deriva? E’ un bimotore chiamato “Caproni Ca.309 Ghibli” sviluppato proprio dall’azienda di Caproni nella seconda metà degli anni ‘30.
Anche nel film “Porco Rosso” (Kurenai no buta) appare un aereo “Caproni Ca.309 Ghibli”, quando il protagonista porta il suo aeroplano distrutto in riparazione nell’azienda “Piccolo S.p.A.” a Milano.

Dove deriva il titolo “Si alza il vento” (bisogna tentare di vivere)

Il titolo “Si alza il vento” deriva da un poema di Paul Valery (1871-1945) del 1920 intitolato “Il cimitero marino”, che descrive la situazione del mondo nel periodo tra le due Guerre Mondiali.

La strofa recita “Le vent se lève, il faut tenter de vivre” (Si alza il vento, bisogna tentare di vivere) e indica la condizione esistenziale di chi viveva in quel periodo storico: tra la distruzione causata dalla precedente guerra e i pericoli di un nuovo conflitto.

Questa è la frase che Jiro e Nahoko pronunciano la prima volta che si incontrano sul treno, quando lui perde il cappello per una folata di vento e lei glielo recupera.

Il significato del film Si alza il vento di Miyazaki

Secondo il mio punto di vista esiste un filo conduttore nel film Si alza il vento di Miyazaki ed è la vita vissuta “al limite” tra la vita e la morte. Il titolo stesso ci fa pensare a questo: “Si alza il vento” indica l’arrivo di un pericolo, di una tragedia, mentre “ bisogna tentare di vivere” è un’esortazione a continuare la propria esistenza sul filo del rasoio.

L’incontro tra Jiro e Nahoko avviene tra due vagoni, quello di seconda classe (di lei) e quello di terza classe (di lui). I protagonisti vengono travolti da una folata di vento e lei riesce ad afferrare il suo cappello rischiando di cadere dal treno.

Poco dopo avviene un terremoto di proporzioni catastrofiche. Jiro deve ricondurre a casa Nahoko e la sua domestica (che si carica sulle spalle perché ha una caviglia rotta).

Nei sogni che fa Jiro, lui e Caproni sono sempre al limite della caduta degli aerei. Li si vede camminare sulle ali dei velivoli in volo e si ha sempre l’impressione che rischino di cadere giù.
Anche nella realtà le prove di volo degli aerei ci tengono con il fiato sospeso: alcuni cadono rovinosamente, mentre altri atterrano con successo.

E’ al limite la scena di Jiro che lancia un aeroplanino di carta sul balcone di Nahoko. Lui rischia di cadere dal suo balcone che si rompe e lei si sporge in maniera vertiginosa per afferrare l’aeroplanino.

Jiro inoltre è costretto a vivere nascosto, sempre in pericolo di essere catturato dalla polizia per i crimini ideologici giapponese (lui sostiene di non sapere che crimine ideologico ha commesso).
Anche la sua fidanzata Nahoko si ritrova a vivere ai confini della sopravvivenza: è infatti ammalata di un virus polmonare, la tubercolosi.

Qui faccio uno spoiler: nel finale Jiro sta sognando un ultimo incontro con Caproni e si lamenta che dei suoi aerei perfetti e stupendi non ne torna indietro nemmeno uno. Il Secondo Conflitto Mondiale è iniziato e il Giappone sta perdendo molte vite umane. Incontra pure Nahoko: lei ormai è morta in una clinica di montagna e lui se ne rende conto in quel momento. Lei gli dice di continuare a vivere. Ma che sia morto anche Jiro e quello sia il suo aldilà?

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