Come finisce Naruto: il paragone con Dragon Ball e One Piece

In questo articolo facciamo un po’ di spoiler e vediamo come finisce Naruto, per capire cosa non è piaciuto ai fan della serie di di Masashi Kishimoto. Nel prossimo articolo invece vederemo le opinioni dei fan su Boruto, il sequel di Naruto.

I quindici anni di Naruto: il punto forte della storia

La serie manga “Naruto” di Masashi Kishimoto è tra le più lunghe della storia: ha coperto gli anni dal 1999 al 2014 e conta 700 capitoli, suddivisi in 72 volumi.

La serie anime non è da meno, con una prima tornata di 220 episodi intitolata “Naruto”, e una seconda serie “Naruto Shippuden”, che raggiunge la bellezza di 500 episodi. Il genere della storia è azione e avventura miste a fantasy, con la figura dei ninja in primo piano: viene spesso definito un “battle shonen”.

La storia di Naruto Uzumaki ha appassionato fin da subito i lettori. Il protagonista vive i suoi primi 12 anni di vita circondato dal disprezzo degli gli abitanti del suo villaggio. Finché un giorno scopre la ragione di questo disprezzo: lui non è una persona qualunque, perché dentro il suo corpo è stato rinchiuso il demone Kurama (chiamato anche “volpe a nove code”). Da lì inizia l’avventura del giovane che diventa un ninja e aspira a diventare il capo del suo villaggio.

Questa storia racchiude un desiderio che tutti abbiamo. Ognuno di noi vorrebbe sentirsi dire: “Guarda non sei sfigato, anzi sei speciale e superiore a tutti gli altri! Per quello ti odiano!”

Come finisce Naruto

Qui facciamo un po’ di spoiler e vediamo come finisce Naruto, per capire come la storia di Boruto si ricollega a questa.

Nell’ultimo volume del manga di Naruto (numero 72) troviamo il protagonista assieme al suo rivale e migliore amico Sasuke Uchiha e alla bella Sakura Haruno. I tre riescono a sconfiggere il principale antagonista del racconto, Madara Uchiha, e a concludere così la Quarta Guerra Mondiale dei Ninja. Ricordiamo che Madara nella fase finale è stato risucchiato nel corpo di Kaguya, la malvagia dea coniglio. Questo è un elemento che non è piaciuto a diversi fan della serie, che preferivano un ultimo scontro con Madara in pelle e ossa, e non con un personaggio piatto come la pallida e glaciale Kaguya.

C’è comunque un ultimo scontro tra Naruto e Sasuke. Quest’ultimo infatti vuole fare un po’ di pulizia, cancellare il passato e ricreare un nuovo ordine universale di matrice ninja. Il combattimento epico tra i due si conclude senza senza un vincitore. Anzi sia Sasuke che Naruto perdono un braccio.

Questo però consente al Villaggio della Foglia di ottenere un periodo di pace. Sasuke sposa Sakura Haruno, dalla quale ha una bambina, Sarada. Naruto invece è sposato con Hinata e hanno due figli (Boruto e Himawari). Inoltre Naruto riesce a raggiungere il suo sogno fin da bambino, ovvero farsi riconoscere come Settimo Hokage (ninja leader) del suo villaggio ed essere apprezzato da tutti.

Un finale troppo scontato?

Ecco dunque come finisce Naruto e sembra che queste trame e questi finali così scontati non piacciano più ai fan. All’inizio Naruto è coinvolgente perché è sfortunato e imperfetto. Poi si scopre che ha già il potere più grande di tutti ed è il migliore, sia fisicamente che moralmente. Diversi lettori sostengono che la storia inizia a perdere un po’ di mordente a partire dalla Quarta Guerra Ninja (ovvero dal capito 467 in poi), quando si intuisce già il finale.

Il paragone con One Piece

I fan più insoddisfatti si sono lasciati andare a paragoni con One Piece, Dragon Ball e Le Bizzarre Avventure di JoJo.

Un manga come One Piece è riuscito a tenere vivo l’interesse dei fan anche dopo quasi mille volumi e 22 anni di storia (la pubblicazione iniziò nel 1997). Ma One Piece è un genere completamente diverso anche se rientra nelle macrocategorie dell’azione, avventura e fantasy. In One Piece si respira sempre un’aria molto ilare e leggera. Non c’è sofferenza, non ci sono conflitti interiori o drammi psicologici, non c’è evoluzione, non c’è emozione. One Piece si guarda per piacere, non per crescere e imparare qualcosa.

Se perdi un episodio di One Piece nessun problema: le vicende della ciurma di Rufy sono autoconclusive. Naruto invece va seguito con attenzione.

Naruto come Dragon Ball e JoJo?

Non si possono paragonare One Piece e Naruto ma nemmeno Naruto e Dragon Ball, che è una storia meno emotiva e introspettiva, con una leggerezza simile a One Piece. Ricordiamo anche che Dragon Ball è figlio degli anni ’80 e ha fatto da apripista a questo genere di storie di azione, avventura e fantasy.

Altro paragone che è stato fatto è con Le Bizzarre Avventure di JoJo e anche in questo caso siamo in due mondi completamente diversi, nonostante l’affinità di genere. Come in One Piece ogni combattimento è separato dagli altri così in JoJo sono le saghe ad essere staccate le une dalle altre. Potete partire da quella che volete e riuscirete comunque a comprenderle. Naruto invece va letto (o guardato) dall’inizio alla fine.

Forse i lettori erano abituati a storie come Dragon Ball, One Piece e JoJo e quindi sono rimasti spiazzati da Naruto, che è sicuramente unico nel suo genere? Forse una risposta univoca a questa domanda non esiste. Nel prossimo articolo continuiamo a parlare di Naruto e in particolare del suo spin-off dal titolo “Boruto”.

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