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Tokyo Ghoul: dove ha preso ispirazione l’autore Sui Ishida

Tokyo Ghoul è un manga di un autore misterioso chiamato Sui Ishida, pubblicato sulla rivista Weekly Young Jump dal 2011 al 2014. Su questo racconto sono stati realizzati un prequel, che racconta gli antefatti, intitolato “Tokyo Ghoul: Jack”, e un sequel “Tokyo Ghoul:re”, oltre a film anime e un live action.

Il mistero dietro Sui Ishida, autore di Tokyo Ghoul

L’autore Sui Ishida non ha mai mostrato il suo volto ma ha dichiarato di essere simile al personaggio di Kazuo di Tokyo Ghoul. Alcuni sostengono che dietro a questo nome ci siano in realtà Kazuhiro Miwa e Shuhei Morita, rispettivamente regista e disegnatore del manga.

Il protagonista della storia è Ken Kaneki, uno studente universitario che, dopo un scontro inaspettato e all’ultimo sangue con un mostro ghoul, viene portato in ospedale. Assieme a lui c’è anche il ghoul, che ha le sembianze di una donna: nessuno nutre dei sospetti sulla sua natura. Anzi i dottori, vedendo che per lei non ci sono speranze, trapiantano i suoi organi su Ken… Questa operazione è per lui devastante e lo trasforma in un ghoul, che però mantiene un cuore umano.

Chi sono i mostri mitologici di Tokyo Ghoul

Questo manga deve la sua fortuna ai personaggi della mitologia musulmana chiamati ghul (scritto anche gul, ghoul o gula). Si tratta di miti risalenti ad un’epoca antichissima, addirittura prima della diffusione della religione islamica. I ghoul sono esseri soprannaturali, spiriti personificati, metà uomini e metà divini, di sesso femminile, che uccidono gli esseri umani per divorarli.

Nel racconto “Le mille e una notte” di Antoine Galland i ghoul sono mostri dell’oltretomba che si cibano dei corpi dei defunti nei cimiteri. Sono figure squallide, che si dice rappresentino le anime di uomini che in vita furono cannibali e che da morti diventano dei necrofagi.
Il ghoul è spesso identificato con l’avvoltoio o la iena e corrisponde alla figura occidentale dello zombie.

L’ispirazione di Sui Ishida da La Metamorfosi di Kafka

Ma dove ha preso ispirazione l’autore per questo racconto in stile macabro, sci-fi, horror?
Si dice che il misterioso Sui Ishida si sia ispirato al racconto “La metamorfosi” di Franz Kafka, un racconto del 1915 dove il protagonista, Gregor Samsa, si sveglia una mattina sotto le sembianze di un grande scarafaggio. La sua vita e quella dei suoi familiari è sconvolta…

Questa trasformazione non è reale ma è una metafora, che indica uno sconvolgimento della vita dovuto a depressione, problemi finanziari, crisi familiare, insofferenza per la vita in società. Insomma, il protagonista si sente come uno scarafaggio e ha un malessere dell’animo.

Altre muse ispiratrici per Sui Ishida sono stati Haruki Murakami, scrittore giapponese che affronta spesso nelle sue opere il tema della solitudine e dell’isolamento, e il racconto “Dear Kafka” di Takatsuki Sen.

Sui Ishida è anche un fan della band giapponese Ling Tosite Sigure, che suona hard rock, alternando nelle sue canzoni melodie romantiche a strofe energiche e fragorose.

L’autore avrebbe avuto un colpo di genio sul racconto proprio ascoltando i Sigure e ha voluto la loro canzone “Unravel” come sigla di apertura della serie anime.

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