Ufo Robot Goldrake: anime giapponese dalle tinte italiane

Ufo Robot Goldrake è uno dei famosissimi cartoni animati sui robottoni del grande maestro Go Nagai. In Italia arriva nel 1978 grazie all’intuizione del brillante responsabile televisivo Rai, Nicoletta Artom.

Nicoletta nel 1977 si reca a una fiera sui cartoon tenutasi a Milano dal nome “Mifed”. Qui visiona diversi anime giapponesi e ne rimane sbalordita. In particolar modo resta impressionata da Goldrake. Ne parla subito col suo collega Sergio Trinchero e lo esorta a spingere per far approdare in Italia le gesta del robot.

Siamo comunque alla fine degli anni ‘70 e gli anime giapponesi sono ancora un mondo quasi del tutto inesplorato nel nostro paese. Nicoletta Artom racconta di come Goldrake sia fantastico e che non ci so può far scappare una produzione di così grande portata: uomini che pilotano robot, robot che volano e diventano macchine, si dividono in due… un sogno che si è poi realizzato per la fortuna dei bambini italiani!

Goldrake un nome dalle origini fortemente italiane

Ufo Robot Goldrake e l’Italia. Un binomio che è nato quasi per caso. In realtà se si vanno ad analizzare le origini del nostro amato robot ci si può accorgere che l’Italia ha un ruolo importantissimo.

In Oriente il protagonista si chiama Duke Fleed ma in Italia si decide di chiamarlo Actarus. Questa scelta si rivela vincente, come il doppiaggio che risulta addirittura più accurato dell’originale.

Si dice che il nome del Robot Goldrake sia stato ricavato dal binomio di due personaggi molto amati in Italia come Goldfinger e Mandrake. Sono solo speculazioni mai confermate. In ogni caso sapere che nel mondo questo robot leggendario sia conosciuto come Goldrake grazie a “noi italiani” ci rende orgogliosi.

Ufo Robot Goldrake divide l’opinione pubblica

Ufo Robot Goldrake in Italia ha ricevuto consensi a non finire, ma anche aspre critiche più o meno condivisibili. Agli inizi degli anni ‘80 molti genitori hanno iniziato a contestare l’opera definendola troppo violenta. A dire il vero molte opere di Go Nagai hanno elevato dissenso nel mondo da parte di una fazione di detrattori. Mao Dante per la storia, Devilman per essere sanguinario, Mazinga per i temi di guerra. Il nostro Goldrake viene visto come sterminatore, quasi un terrorista. Non scherziamo, questo appellativo glielo ha dato addirittura Dario Fo. Come lui altri personaggi famosi hanno espresso perplessità sul robot.

Alberto Bevilaqua ha detto che Goldrake istiga alla violenza, il suo pugno rotante viene equiparato al pugno di ferro e il maglio perforante al manganello.
Noi siamo vicini al pensiero dello scrittore Gianni Rodari. Rodari paragona Goldrake al personaggio di Ercole. Pronto a superare gli ostacoli più duri anche se all’apparenza insormontabili. Prosegue dicendo che è giusto che i bambini parlino di questo “Ercole moderno” metà uomo e metà macchina, come Ercole era metà uomo e metà dio.

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