Come è nato Monokuma di Danganronpa, l’orsetto malefico

Un peluche a forma di Monokuma di Danganronpa: quale idea migliore per un regalo di Halloween? O come accessorio per il vostro costume?

I fan della serie sanno benissimo chi è. Per chi non lo conosce o non se lo ricorda, Monokuma è un orsetto in stile Dottor Jekyll e Mister Hyde. Può ricordare anche Harvey Dent (alias Due Facce) del Cavaliere Oscuro, oppure un simbolo Yin-Yang bianco e nero.

Monokuma è infatti un orsetto per metà colorato di bianco e dall’aspetto dolce; per l’altra metà è nero e malefico. Non ha niente di morbido dentro di sé: anzi in origine era una bomba pronta ad esplodere ed è per questo che il suo interno è robotico e pieno di fili.

Danganronpa, dalla playstation alla tv

Danganronpa nasce come serie di videogiochi, dalla quale sono state tratte due serie televisive: “Danganronpa: The Animation” (2013) di 13 episodi e “Danganronpa 3: The End of Hope’s Peak High School” (2016) di 12 episodi.

La storia ci mostra 16 studenti delle scuole superiori che si ritrovano sottomessi dal simpatico ma perfido orsetto Monokuma. L’orso li coinvolge in un gioco mortale: devono uccidere un altro studente e non farsi scoprire. Chi rimane in vita può ottenere la libertà.

La parola “danganronpa” deriva dal giapponese “dangan” (proiettile) e “ronpa” (ribattere, confutare, respingere) ed indica lo “sparare” (sia reale che metaforico) contro chi ti accusa.

L’orsetto Monokuma di Danganronpa non è un mostro assassino ma il semplice intermediario tra i protagonisti e le loro paure e insicurezze. Lo possiamo paragonare alla figura di Billy The Puppet del film horror “Saw”.

Come è nata la figura di Monokuma di Danganronpa

Ma come è nata la figura iconica di Monokuma di Danganronpa? Gli ideatori della serie di videogiochi sono tre.

Rui Komatsuzaki è il concept artist della storia. Si è specializzato in scultura ma un giorno la Spike, una società di sviluppo di giochi per la playstation, lo ha contattato per la realizzazione dei disegni di Danganronpa. Questa è stata la sua prima esperienza come disegnatore.

Kazutaka Kodaka si è occupato della scenografia. Originariamente Danganronpa doveva essere un gioco di avventura ma nel corso dei mesi i membri del team hanno cambiato idea, arrivando a realizzare un progetto nuovo e originale.

Il problema principale da superare era l’ambientazione buia: i fatti avvengono all’interno di una grande aula accademica e questo poteva risultare monotono per gli utenti. Kodaka ha cercato di dare alla scenografia uno stile psyco, da incubo.

L’elemento “pop” è l’orsetto Monokuma: lui rompe questo ambiente cupo, presentandosi un po’ come mascotte e un po’ come un essere superiore, una divinità malefica.

Altro elemento pop è il sangue color rosa fluorescente (e non rosso come ci si aspetta di solito), che si staglia sui colori scuri, riattivando l’attenzione dello spettatore.

L’idea dell’orsetto metà bianco e metà nero è venuta a Kodaka, mentre la realizzazione è di Rui Komatsuzaki. Kodaka voleva un orsetto metà bianco e metà simile a Venom di Spiderman. La spiegazione di Kodaka è stata molto chiara, così Komatsuzaki ha realizzato lo sketch del pupazzetto in soli 15 minuti!

Danganronpa, videogames di ragionamento intriso di mistero e azione

Il produttore Yuichiro Saito ha lavorato molto al sistema di gioco e all’interazione tra i personaggi: il genere che ne è uscito è un mix tra romanzo criminale, mistero, thriller, avventura, azione, horror psicologico, videogames di ragionamento.

La situazione particolare e critica in cui si trovano i protagonisti li costringe a mettersi a discutere e a ragionare ad “alta velocità” per risolvere gli omicidi. I tempi sono stringenti e ne va della loro vita.

I membri del team di lavoro hanno dichiarato di essersi ispirati a film horror psicologici come Saw (2004) e Cube (1997). Altra fonte di ispirazione è stato il videogioco del 2001 “Sega Dreamcast Illbleed”, un gioco horror di sopravvivenza.

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