Chi è Lady Oscar: le teorie sulla sua identità

Come abbiamo visto nell’articolo precedente l’esistenza di Lady Oscar è stata oggetto di discussione nel corso dei decenni.  Molti hanno cercato di ritrovare personaggi storici realmente esistiti che possono aver ispirato l’autrice Riyoko Ikeda.

Sono diversi i nomi di donne che si sono vestite da uomo per entrare nell’esercito in quegli anni. Eccone alcuni.

Marie-Jeanne Schellinck è una militante belga. Nel 1972 si traveste da uomo per arruolarsi nell’esercito francese e combatte molte battaglie fino al 1808. Tuttavia questa donna non ha origini nobili, non è francese e non lavora come Comandate della Guardia Reale come Lady Oscar.

Marie Therese Figueur, alias Madame Sans-Gene (La Donna senza Pudore), è una donna soldato di origini francesi, che però non è nobile. Anche lei si arruola a 19 anni nell’esercito e combatte numerose battaglie, tanto che persino Napoleone prova molta stima per lei.

Troviamo poi Regula Engel, che ha scritto un libro “Memorie di un’amazzone in epoca napoleonica”: qui descrive la sua vita come donna soldato al seguito dell’esercito napoleonico. Lei però è una mercenaria di origini svizzere, che segue il marito e i nove figli nelle battaglie.

Riesce invece a diventare ufficiale dell’esercito la russa Nadeda Durova. A vent’anni fugge da casa e inizia a militare in un reggimento di cosacchi. La sua bravura le consente di ricevere numerose medaglie durante le campagne di Napoleone (viene decorata con la Croce di San Giorgio) e diventa così la prima donna ufficiale nella storia della Russia. Ha raccolto la sua vita nel libro “Memorie del cavalier-pulzella”.

Ricordiamo l’italiana Francesca Scanagatta (1776-1864) che ha cittadinanza austriaca. Quando suo fratello muore, ne assume l’identità ed entra nell’esercito del Sacro Romano Impero. E’ la prima donna che combatte nelle fila delle forze imperiali ma nel 1800 viene scoperta e congedata.

Avrete capito che il “travestismo” è molto diffuso in quegli anni: alle donne sta stretto il loro ruolo di casalinghe e madri e la vita militare è un’ottimo palcoscenico dove mostrare apertamente le loro capacità.

Due curiosità sulla genesi della figura di Lady Oscar

E per finire questo articolo ecco due curiosità.

Lo spunto per la figura di Lady Oscar potrebbe essere arrivato dalla Takarazuka Revue, una compagnia teatrale giapponese composta da donne che impersonano ruoli sia femminili che maschili. La sua attività inizia nel lontano 1914. Le rappresentazioni di punta sono i classici della letteratura occidentale, come Il grande Gastby (romanzo di Francis Scott Fitzgerald), Anna Karenina (romanzo di Lev Tolstoj) e il film del 1942 Casablanca. Dopo l’uscita del manga Lady Oscar, le attrici mettono in scena anche questa rappresentazione, riscuotendo ovviamente un grande successo. E’ probabile che l’autrice Riyoko Ikeda sia stata in contatto con questa compagnia, sia prima che dopo l’uscita del manga.

Altra cuoriosità. C’è un dipinto di Joseph Krantzinger del 1771 che raffigura la Regina Maria Antonietta vestita da ufficiale dell’esercito, con la divisa rossa, un po’ come quella di Lady Oscar. Maria Antonietta non sembra aver mai nascosto le sue tendenze omosessuali: i pettegolezzi della corte parlavano di festini lesbo organizzati dalla regina.

Insomma, possiamo pensare che Lady Oscar sia l’alterego di Maria Antonietta, la sua proiezione nell’universo maschile e la sua ricerca di libertà da un mondo che le stava stretto.

Il “padre” di Lady Oscar è esistito realmente

Il nome completo di Oscar è Oscar François de Jarjayes e nella storia esiste realmente un generale che si chiama François Augustin Reynier de Jarjayes. E’ un fedele servo della monarchia: prova a salvare la famiglia reale durante la rivoluzione ma non ci riesce. Rimane a fianco della regina fino alla sua morte nella ghigliottina.

Nella storia di Lady Oscar, il generale è stufo di avere sempre figlie femmine e decide di far crescere una di loro come un maschio. Nella realtà invece questo generale ha sia figli maschi che figlie femmine.

E’ chiaro che non è mai esistita una giovane nobile alla corte di Francia nei panni di un comandante.
Però gli elementi tratti dalla realtà sono tanti.

Inolte credo che la scelta di introdurre un personaggio immaginario con questi caratteri sia geniale: una persona metà uomo e metà donna, di origini nobili ma vicina al popolo. Innamorata di un conte ma alla fine schierata al fianco di un soldato semplice; che difende la regina ma muore per la gente comune.

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