Il punto debole di Daitarn 3? Si scopre nell’episodio 36

I meganoidi scoprono come indebolire Daitarn 3 grazie a Freud

Il nome originario è “Daitarn 3 l’invincibile uomo d’acciaio” (in inglese “Invincible Steelman Daitarn 3”). Ma in realtà non era poi così invincibile. Verso la fine della serie, precisamente all’episodio 36 “Il sogno nell’oscurità del passato” i meganoidi trovano il punto debole di Haran Banjo.

Haran Banjo nella casa dei fantasmi

L’episodio inizia con Haran Banjo assieme a Beauty, Reika, Garrison e Toppy che assistono ad una partita di football. Vengono improvvisamente sollevati verso l’alto e risucchiati in una specie di gigantesca navicella a forma di mostro simile ad un diavolo-pipistrello: è la macchina della morte dei meganoidi.

Vengono portati in un castello grottesco, una casa dei fantasmi, che sorge su una rocca sperduta. Qui subiscono una serie di torture e scherzi horror: la stanza ruota e si capovolge; vampiri e pipistrelli li assalgono; monconi di mani blu iniziano a toccarli; appaiono i fantasmi; gatti giganti con gli occhi rossi vogliono graffiarli…
Dietro a questi giochetti c’è un personaggio che si chiama Freud; alcuni scrivono il suo nome “Preud”, “Phroid” o “Froid” ma è chiaro che l’autore dell’anime voleva richiamare alla memoria il noto psicanalista Sigmund Freud.

Le torture psicologiche del comandante Freud

Il comandante Freud assieme al suo assistente Yauki sta guardando delle immagini di torture psicologiche da utilizzare su Banjo: degli ombrelli rossi con gli occhi, un serpente verde con i corni, un uomo in frac senza volto. Tra queste c’è anche la Medusa, il mostro mitologico greco, che trasformava in pietra chiunque la guardava.

Ma Freud pensa che questi giochetti servano solo a far arrabbiare ancora di più Banjo e a dargli più forza. Lui invece vuole indebolirlo facendo leva sulla psicologia.
Ci prova prima con la tecnica della goccia che cade nel completo silenzio. Questa è una tecnica antica, utilizzata per la prima volta in Cina: si legava ad una sedia il torturato e si teneva ferma la sua faccia con delle ganasce. Poi si faceva cadere sulla sua testa una goccia d’acqua a intervalli regolari: questo impediva al torturato di dormire e gli causava un profondo disagio esistenziale, fino a portarlo alla pazzia. Haran Banjo è più fortunato: la goccia cade in qualche punto della stanza e riesce solo a destabilizzarlo leggermente.

I ricordi del passato e la ferita dell’anima

Più tragica è la tortura psicologica successiva: tramite una proiezione Freud gli mostra una tavola apparecchiata per la cena con attorno sua madre, suo padre e suo fratello. Banjo sembra esitare e pensa che si tratti di un trucco dei meganoidi. Ma alla fine cede, cammina verso la madre e l’abbraccia. Ma durante l’abbraccio la madre si manifesta per quello che è: un manichino. Banjo sembra avere un momento di pazzia da cui però ne esce e dice due frasi emblematiche: dice che i meganoidi non riusciranno a sconfiggerlo con la paura e che il potere del cervello umano non ha limiti a differenza di quello dei meganoidi.

L’autore di Daitarn in preda alla depressione

L’autore di Daitarn 3 è Yoshiyuki Tomino, che soffrì per tantissimi anni di depressione. Sicuramente in quel periodo si è avvicinato alle opere dello psicanalista Sigmund Freud e in questo episodio ha dato una sentenza: la mente umana è troppo vasta per poter essere analizzata e psicanalizzata. Dentro alla nostra mente ci sono sentimenti cupi e distruttivi, ricordi laceranti, punti di debolezza che ci fanno cadere. Ma, essendo sconfinata, la nostra mente può anche trovare da sola la forza per farci rialzare.

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