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Perché si chiama Daitarn 3: ecco cosa significa il numero 3

Perché il robot inventato da Yoshiyuki Tomino si chiama Daitarn 3? Quale significato ha il numero 3? Guardando la serie non si capisce molto e nel web le indicazioni a riguardo scarseggiano. Ma andando a guardare meglio la genesi del personaggio e il background storico culturale dell’autore, si possono trarre numerosi spunti.

Il numero 3 nella cultura giapponese

Il titolo originario dell’opera è “Muteki Kōjin Daitān 3”, letteralmente “L’invincibile uomo d’acciaio Daitarn 3”.
Il numero 3 rappresenta la perfezione e la fortuna nella cultura giapponese. Una delle religioni più diffuse in Giappone è il buddismo. Proprio nel buddismo tra i capisaldi incontriamo la “Triplice Gemma” o “Tre Tesori”, cioè le guide spirituali: Buddha, Dharma e Saṃgha. Quindi il numero 3 attribuito ad un robot indica la macchina perfetta e invincibile.

Il Daitarn fu costruito nella base di Marte dal padre di Haran Banjo, il dottor Haran Sozo, mettendo insieme i metalli preziosi del Pianeta Rosso.
In questa stazione scientifica furono creati anche i meganoidi, dei robot che avrebbero dovuto aiutare gli esseri umani. I progetti di Sozo avevano quindi finalità positive, come spiega anche il professor Minamoto (ex assistente di Sozo) nell’episodio 18 della serie. Tuttavia i meganoidi furono dotati di una fattispecie di coscienza, cosa che li portò a rendersi conto del loro potenziale e a ribellarsi.

Durante la rivolta dei meganoidi, Haran Banjo fuggì sulla Terra, sottraendo il prezioso robottone. Esso rappresentava l’esemplare meglio riuscito, il culmine dei lavori di Haran Sozo.

L’antecedente di Daitarn 3: Zambot 3

Se andiamo a guardare la carriera dell’autore Yoshiyuki Tomino troviamo un altro robot che presenta il numero 3 nel nome, ovvero Zambot 3 del 1977.

Questo gigantesco mecha è molto simile visivamente al Daitarn ed è composto di tre parti, comandate da altrettanti piloti. Il protagonista Kappei Jin comanda la parte superiore del robot. Uchuta Kamie pilota la parte centrale. La giovane Keiko Kamikita è al comando della parte inferiore. Le tre parti si chiamano rispettivamente Zam-bird (o Zambot Ace), Zam-bull, Zam-base. In questo robottone il numero 3 ha quindi un significato più chiaro.

Yoshiyuki Tomino potrebbe aver preso anche spunto dal Getter Robot di Go Nagai del 1974. Questo fu uno dei primi robottoni della storia a comporsi di varie parti (Aquila, Giaguaro e Orso), guidate da tre piloti.

Il numero 3 potrebbe essere stato trasportato nel nome del Daitarn per semplice continuità con le opere precedenti. Il Daitarn però, a differenza di Zambot 3 e Getter Robot, è guidato da un solo pilota, Haran Banjo. Inoltre non è composto di più parti.

Perché si chiama Daitarn 3? Il numero forse legato alla configurazione del robot

Molti sostengono che si chiama Daitarn 3 perché questo mecha assume tre configurazioni. Può essere infatti un robottone con sembianze umanoidi, un aereo da combattimento (daifighter) e un carrarmato (daitank). Il suffisso -tan all’interno del nome deriva dal verbo inglese “turn” e indica il fatto che il Daitarn può appunto trasformarsi.

Dunque, perché si chiama Daitarn 3? Che significato ha il numero 3? Probabilmente una risposta precisa non la troveremo mai, come tanti altri segreti che si celano dietro alla trama. Forse tutte le risposte sono corrette, cioè il 3 è stato scelto come numero fortunato, come collegamento con i robot precedenti e come indicazione della configurazione.

Vi ricordo che se volete recuperare la serie del ‘78, potete guardarla su VVVVID, Netflix, Amazon Prime Video.

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